Parliamone.
Discutiamone.
Non perdiamo tempo. Raccontaci di che cosa parliamo: vi proponiamo un primo inquadramento, in modalità riservata e sotto NDA.
La città antica di Butrinto, a circa 20 Km da Saranda, diventerà parte del progetto per la “Gestione Integrata e Pulizia della Zona Costiera”. Il Parco Nazionale di Butrinto è tra le zone più importanti per il turismo.…
La città antica di Butrinto, a circa 20 Km da Saranda, diventerà parte del progetto per la “Gestione Integrata e Pulizia della Zona Costiera”. Il Parco Nazionale di Butrinto è tra le zone più importanti per il turismo. Posizionato nell’angolo a sud-est della Penisola di Ksamil, Butrinto ha una collocazione naturalmente difesa: è bagnato su due lati dal lago di Butrinto, e si trova a 50-60 metri sul livello del mare, immerso nel verde. Nella zona vi sono inoltre numerosi siti archeologici, come un foro romano, datato primo secolo dopo Cristo e il Tempio dedicato alla Dea Minerva. La città antica di Butrinto, a circa 20 Km da Saranda, diventerà parte del progetto per la “<em>Gestione Integrata e Pulizia della Zona Costiera</em>”. L’inserimento della città antica in questo progetto, è stata dettata dalla necessità di rendere accessibile ai turisti della nazione e da quelli stranieri l’intero ecosistema della zona , la maggior parte della città è interessata ai reperti archeologici offerti da Butrinto. Infatti il Parco Nazionale di Butrinto è tra le zone più importanti per il turismo. Con una superficie di 15 ettari, si trova a circa 30-50 metri sul livello del mare. Posizionato nell’angolo a sud-est della Penisola di Ksamil, Butrinto ha una collocazione naturalmente difesa: è bagnato su due lati dal lago di Butrinto, metà salato e metà dolce, e sull’altro lato dal canale di Vivar. Il Parco è ricco di alberi, molti dei quali hanno un età anche di 200 anni. Nella zona vi sono inoltre numerosi siti archeologici. Nel 1992, gli scavi al centro della città antica di Butrint, portarono alla scoperta di un foro romano, datato primo secolo dopo Cristo, ospitando anche il tempio dedicato alla Dea Minerva, costruito da Manius Otacilius Mystes. <br /> <br /> <strong>Jamarber Malltezi</strong>, in qualità di coordinatore del progetto, ha dichiarato che “<em>il progetto mira alla difesa delle zone paludose costiere e delle foreste, di grande importanza per la nazione e che quindi necessitano di essere conservate insieme alle ricchezze archeologiche di questa zona, eredità mondiale dell’UNESCO. Un obiettivo questo, che si raggiungerà attraverso la preparazione e l’esecuzione del Piano di Gestione del Parco Nazionale di Butrinto, attraverso gli investimenti nelle infrastrutture e la creazione di fattorie ecologiche</em>”. Il progetto elaborato dal Governo albanese durante il periodo 2004-2005, poi approvato dalla Banca Mondiale, si estende fino a <strong>Orikum</strong>, del Comune di Ksamil, del quale fa parte anche Butrinto. Obiettivo del progetto è lo sviluppo sostenibile della zona costiera, migliorando le infrastrutture pubbliche nel rispetto dell’eredità culturale e ambientale. Il progetto presenta, allo stesso tempo, anche chiare regole per l’elaborazione dei piani locali di sviluppo, rafforzando in tal modo anche il ruolo delle amministrazioni comunali nel definire i piani per lo sviluppo del turismo costiero. “<em>E’ un progetto importante e complesso, che integra, per la prima volta in Albania, questioni legate al rafforzamento istituzionale, alla pianificazione del territorio e alla modernizzazione dell’infrastruttura pubblica</em>”, ha spiegato Malltezi, secondo il quale il progetto viene eseguito in coerenza con gli standard delle Organizzazioni Internazionali per la Tutela del Territorio (Ramsar, Eurosite, IUCN). <br /> <br /> Un ruolo importante nello sviluppo del progetto, relativamente al turismo costiero, ma anche naturale, lo avrà anche la comunità della zona che avrà una partecipazione attiva. Secondo quanto ha spiegato da Malltezi, durante la preparazione del Piano di Gestione del Parco Nazionale di Butrinto, verranno inclusi anche i gruppi di interesse e gli abitanti che da anni vivono in questa zona. “<em>Il primo incontro organizzato al villaggio Mursi, del Comune di Xare, che ha visto la partecipazione dei dirigenti dei comuni di Xare e Ksamil e degli abitanti delle zone limitrofe al Parco Nazionale di Butrinto, ha avuto come scopo quello di far chiarezza sullo scopo e gli obiettivi del Piano di Gestione”</em>, ha spiegato Malltezi. Il coordinatore ha inoltre aggiunto che i consulenti che stanno lavorando per la preparazione del piano hanno presentato un’idea, secondo la quale i turisti nazionali e stranieri potranno non solo visitare il Parco di Brutrinto, ma anche osservare l’intero ecosistema della zona. <br /> Durante questa fase, i consulenti hanno avuto contatti con i dirigenti nazionali e con quelli locali, tra cui vi è anche <strong>Ferdinand Bego</strong>, consulente che sta preparando il Piano di Gestione, il quale ha confermato che su questa base è stata preparata anche una strategia per la mobilitazione della comunità, che servirà come importante mezzo per lo staff dell’amministrazione del Parco Nazionale di Butrinto. Egli ha aggiunto che l’incontro ha portato ad alcuni punti comuni, che tutti possano seguire, allo scopo di lavorare per la conservazione del Parco Nazionale. “<em>In questo modo si opererà anche per la prevenzione di quelle attività che possono danneggiare la biodiversità del Parco</em>”, ha dichiarato Bego. La bozza del Piano di Gestione, dovrebbe essere presentata al prossimo incontro, nel corso del quale verranno anche ascoltati i commenti di tutte le parti interessate, mentre l’incontro finale si svolgerà direttamente con il pubblico, con gli alti rappresentanti del potere centrale e locale e con le agenzie governative, concentrandosi sulle zone specifiche e sulle attività di ogni zona, nonché sulle attività di gestione e sull’utilizzo pubblico. L’ultimo incontro servirà anche per l’instaurazione, in maniera funzionale alla gestione, della collaborazione tra l’amministrazione delle zone difese e le comunità nazionali. Ferdinand Bego, ha dichiarato all’<em>Agenzia Telegrafica Albanese (ATSH)</em>, che la strategia per una gestione integrata e stabile, offrirà concrete modalità per la conservazione delle ricchezze naturali, all’interno del territorio del parco, specialmente nelle zone paludose. Attraverso l’attuazione del progetto, si mira a vietare le costruzioni abusive, soprattutto all’interno del comune di Ksamil, ma anche il taglio degli alberi, la pesca e la caccia non controllate, la distruzione e la degradazione del paesaggio. “<em>Il Piano di Gestione del Parco Nazionale di Butrinto, deve essere facile da capire e da sfruttare a favore del turismo</em>”, ha dichiarato Bego. La partecipazione delle comunità e dei gruppi locali, nell’interesse della gestione del Parco Nazionale di Butrint, secondo Bego, porterà all’integrazione dei principi di conservazione della biodiversità e allo sviluppo della difesa delle paludi. <em><strong>Alketa Alibali</strong></em>
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