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INA separa il ramo gas dalla società

Zagabria - Dopo la recente cessione da parte dello Stato del 22% delle quote dell'Ente nazionale petrolifero <strong>Ina</strong> al suo partner ungherese<strong> Mol</strong>, rendendolo il maggior azionista singolo dell'ente croato, l'Ina ha reso noto che…

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L’editoriale della settimana · EconomiaIl mercato speculativoLa contraffazione diventa più difficile da riconoscere quando la copia riproduce con precisione i dettagli visibili dell’originale. In alcuni casi può persino apparire più curata. Questo mette in luce una vulnerabilità dei marchi. Se il cliente riconosce il logo ma fatica a riconoscere la qualità che giustifica il prezzo, il falsario può vendere una parte di ciò che il cliente cerca spendendo molto meno per produrla. Una parte di questa vulnerabilità nasce dentro le aziende. Molti marchi oggi conosciuti nel mondo devono il loro prestigio a imprenditori che per anni hanno investito in ricerca, macchinari e competenze. La loro capacità di anticipare il gusto si traduceva in prodotti riconoscibili per come erano fatti. Quel legame si indebolisce quando il prestigio accumulato negli anni permette di mantenere alto il prezzo anche dopo aver ridotto gli investimenti nella qualità.«E se il falso prosperasse non perché i marchi hanno smesso di investire, ma perché chi compra ha smesso di pagare la differenza fra un prodotto e il suo segno?»Editoriale · sett. 45

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