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Chiederemo all'Italia di sostenerci

Belgrado - "Chiederemo al Primo Ministro Enrico Letta di contribuire all'integrazione europea della Serbia", afferma il Vicepremier Aleksandar Vucic, alla vigilia della sua visita a Roma in un'intervista all'Agenzia ANSA. "Noi abbiamo fatto tutto quello che ci è stato chiesto in merito alla questione del Kosovo, la lotta contro la corruzione e le riforme economiche - continua Vucic, aggiungendo - se tutto questo non fosse sufficiente per ottenere una data, allora deve venire qualcuno da Bruxelles e spiegare al popolo serbo perché è così". Tema principale della sua visita a Roma sarà il piano di rafforzamento delle già eccellenti relazioni economiche tra l'Italia, accanto all'integrazione europea della Serbia e il rafforzamento della cooperazione nel settore della difesa.

Osservatorio Italiano · · Aggiornato il · OI-303475 · 3 min di lettura

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In tale occasione, avrà dei colloqui con il Primo Ministro Enrico Letta e il Ministro della Difesa Mario Mauro. "Chiederò al Primo Ministro Enrico Letta di aiutare l'integrazione europea della Serbia. Ci aspettiamo che entro la fine di giugno, in occasione del vertice UE, otterremo una data per l'inizio dei negoziati di adesione", ha detto Vucic, osservando che la questione è direttamente correlata alla cooperazione economica.

Vucic ha ricordato il ruolo importante che ha svolto l'ex Ministro degli Esteri Franco Frattini per l'abolizione del visto per i cittadini della Serbia, così come per ottenere lo status di candidato. A suo parere, ottenere una data per l'avvio dei negoziati di adesione con l'Unione europea "potrebbe confermare agli investitori che la Serbia è sulla buona strada per raggiungere lo status di membro a pieno titolo, e non potrà più tornare indietro". "Grazie a Fiat, ma anche alla miriade delle piccole e grandi aziende italiane - come Benetton, Calzedonia, presto Geox - le esportazioni serbe verso l'Italia sono maggiori che verso la Germania", osserva Vucic, ricordando che a Roma incontrerà un gruppo di imprenditori italiani.

A suo parere, un numero significativo di imprese italiane, che ora operano in altri paesi, potrebbero delocalizzarsi in Serbia, perché garantisce "condizioni commerciali stabili e favorevoli, che vanno dalle procedure burocratiche agevolate alla licenza di breve termine".

Vucic inoltre promette che la Fijat automobili Srbija entro la fine dell'anno effettuerà verso la  Russia la prima spedizione di 10.000 nuovi modelli "Fiat 500L", prodotte nella fabbrica a Kragujevac. "Questa è la prima quota, è solo l'inizio, speriamo che ci verrà aumentata", afferma ancora Vucic, evidenziando i vantaggi significativi delle esportazioni verso la Russia, grazie ad un accordo di libero scambio tra Belgrado e Mosca. Ricorda inoltre che un primo contingente di "500L" è già partito verso gli Stati Uniti, concludendo così un primo contratto di successo.

Ha inoltre espresso il proprio rammarico per il recente incidente nella fabbrica di Kragujevac, quando un operaio, insoddisfatto delle condizioni di lavoro, dei salari e dell'abolizione della pausa sigaretta, ha danneggiato con un cacciavite più di 30 nuovi veicoli. "La realtà è che la Serbia ha molto di più da offrire. Mi vergogno di quello che è successo a Kragujevac", ha detto Vucic, aggiungendo che i serbi dovrebbero imparare a comportarsi in casa, come fanno quando vanno all'estero.  

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